BIOGRAFIA

Prima di affacciarmi sulla collina, in vista c'era una casa rivestita di verde. Il cielo sembrava basso e caldo, un cerchio di ombra cadente divaricava un'immagine futura. In lei ho riconosciuto ciò che mi attendeva fuori dalla porta: un regalo, un mazzo di fiori finti da annaffiare, posizionati in cima alla casa. In quale parte del corpo esisto? Nel gesto dove conduce la luce involontaria. In quella cima io ero lenta e chiusa, ma avevo raggiunto il perdono e in ogni punto sentivo il mio peso a ogni altezza. Io dormivo nel mio petto, mi guardavo, mi cercavo, ma c'era una spaccatura laterale nei miei occhi, come una morte innocente. Ero così romantica quando mi pettinavo i capelli con la forchetta; non c'erano specchi ma in volo una voce - la tua -. Questo non è un sonno, ma il bianco taglio del mattino, un segreto da seppellire. No, non ho perso il corpo in quella collina, ma il gesto dei capelli. Mi sono nascosta all'angolo della casa, una mattina, per cercare i fiori. Erano sempre lì piantati, curvi come una carne che si riversa su se stessa, in attesa... Loro sì che ricordavano la morte, e io per pigrizia, mi sono distesa sicura e fresca rotolando come una certezza che precede lo sforzo. Ho osservato la tua inclinazione addormentata, le tue pupille proseguivano in un triangolo di fascia che scioglieva la tua pelle, quel tempo aveva occupato l'intera vita. Credi che io non abbia visto lo schiaffo cadere dalle mani, ma quella piega, prima di attraversare il gomito, ha sorpreso il tuo gesto sottraendosi al tradimento. Era una nostalgia qualunque. C'è solo uno sguardo che accompagna il giorno, e quello era un ritorno alla collina. Io non mi sono gettata da quel vuoto, ero ferma al bordo per colpire in me l'ombra. Come una distorsione ogni parola diventava un ascesso, era l'istante. In quella parete piena di immagini ci siamo ridotti al batticuore, consapevoli che la memoria ha troppa luce e quasi scolora la forma di una lacrima d'infanzia. Ci risveglieremo un giorno lì, dove avevi piantato un seme di collina. Tu con le mani occupate e io in grembo il mio regalo.