BIOGRAFIA

oggi il tempo sembra capovolto. questa densità della carne che ricerca il peso volontario scioglie l'umido senza mutamenti. prometto tre pensieri al giorno quando sono sola, ma niente, mi sforzo di guardare oltre il davanzale, ma niente. è tutto una ricorrenza, una collisione, noi e il fuori. siamo fatti dalla stessa stoffa del mondo. adesso il tempo sembra tutto mio... guardo la tv senza la cadenza della voce, fisso queste figure finché tutto diventa sfocato. non c'è richiamo, una ragione, il silenzio ha un principio, un corpo che lo aspetta. sento di avere in faccia tanti piccoli insetti. Io sono la prigione. io sono me stessa, in me. c'è la bambina che sogna, si bacia. guardo il pavimento, coltivo i prati. c'è una casa abbandonata in mezzo al bosco è la prova nell' avanzare i cedimenti, i piccoli canali, una fessura di ombra e luce. guardare l'immobilità delle cose accantonate un momento prima del riposo è la permanenza delle cose o nelle cose. ma prima bisogna liberarsi degli odori. quando ero bambina mi calpestavo i piedi, mi sentivo adulta, ma attendevo la grandezza delle cose, il flusso, il sonno come un precipizio. allora l'attesa era l'ansia. quando ero bambina appoggiavo i vestitini sporchi su una scala di ferro, era estate, mi mettevo di fronte al declino del sole, mi soffermavo al pensiero di ripulire la corsa.